La presentazione di questi lavori richiama un filo conduttore che parte da un Kant geografo, per ritornare ad un Kant che prova a dare regole alle arti (dove arti sono i mestieri, un mestiere è quello del geomatico e la Geomatica è quell’insieme di discipline tecniche del rilevamento che hanno nobile origine dalla Geodesia). “Batti il tamburo e non avere paura " è un verso di una poesia del poeta romantico Heinrich Heine. Il suo verso invita ad essere coraggiosi ed impegnati, e fornisce l’occasione per un’escursione nel campo della filosofia della scienza e della matematica (prendendo in considerazione le figure di Kant, Husserl e Hilbert). Allo stesso modo, esso favorisce una riflessione sulla Geomatica che è un costrutto di discipline che possono beneficiare, oppure danneggiare il mondo e la società. Pertanto docenti, ricercatori, tecnici e studenti devono assicurare che questi mezzi siano usati per applicazioni pacifiche ed il progresso, invece che per la guerra ed il dominio. Allora Kant è studiato come geografo (storico ed analista politico ), con la sua scienza e la sua filosofia morale, rispettivamente nella prima critica e nella seconda (seppure solo in breve). Husserl (un filosofo con una formazione matematica) e Hilbert (un matematico attento ai problemi di logica) sono discussi per i loro contributi rispettivamente sulla crisi delle scienze europee e sui fondamenti della matematica. Infatti essi rappresentano un punto significativo della 9 rivisitazione del pensiero kantiano ed aprono la via a nuove riflessioni sulla filosofia analitica della conoscenza e sul convenzionalismo critico della matematica. Un rapido, ma avvincente excursus, nel mondo della matematica e dell’apporto matematico alle scienze, parte dal presupposto che la matematica risponde alle regole della sua grammatica e che la mente possiede una conoscenza innata degli universali linguistici che determinano la struttura del linguaggio. Esaminando il suo manifestarsi nella Storia dell’uomo, si scopre che la matematica è un linguaggio universale che ha viaggiato da Occidente a Oriente e viceversa. Si parte con i numeri e la corrispondenza tra nomi e cose, passando dal grande Galileo (la filosofia naturale è scritta nel libro … dell’universo … in lingua matematica), per giungere alla fine della corrispondenza deterministica tra numeri e realtà e la conseguente nascita della teoria della probabilità e di operatori approssimati, approdando alla costruzione degli enunciati di principio. La rilettura di questo percorso che, all’inizio del ‘900, tra molti altri, annovera Cassirer, Russell, Wittgenstein e Gödel, evidenzia come non sia possibile separare la scienza e la tecnica dalla storia e dalla politica ed occorra rigettare il falso mito del genio isolato, per ricercare un’intersoggettività, fatta da persone diverse, grandi e piccole, che insieme provano a costruire, mantenere e ricostruire pezzi della realtà quotidiana. La rifondazione della logica da parte di Frege, a partire dall’analisi dei fondamenti della matematica, prelude ad una ricostruzione razionale del linguaggio. Sulla base della critica linguistica del primo Wittgenstein nei confronti della metafisica, il circolo di Vienna avvia la ricerca della linea di demarcazione tra enunciati che abbiano un significato e quelli senza senso, anche nel campo della scienza. Su tali basi, si sviluppano il neopositivismo e la filosofia analitica che hanno, tra gli esponenti più significativi, Rudolf Carnap e Karl Raimund Popper. Secondo Carnap, la scienza è una “costruzione logica del mondo” e la filosofia deve analizzare il linguaggio scientifico, cioè le proposizioni scientifiche devono essere verificabili logicamente, cosicché tutte le proposizioni a carattere metafisico sono da rifiutare, perché sono inverificabili. Popper si spinge oltre, e critica la logica induttiva; infatti egli nota (come già Hume) che il dato empirico è individuale ed è difficile passare dal particolare al generale. Invece è effettivamente possibile affermare che qualcosa sia errato, con una falsificazione deduttiva. Del resto, il linguaggio rappresenta il dato relativamente al tipo di linguaggio stesso, proprio come in un gioco, e la verità risulta sempre precaria e provvisoria. La trasmissione del sapere è la condizione necessaria per lo sviluppo di nuove conoscenze, raggiungibili solo con impegno, coraggio, collaborazione ed unione di più volontà, supportate da ottimismo nella ricerca ed attivi processi di rinnovamento, anche a costo della ribellione. Il pensiero scientifico muove i primi passi nella Grecia antica e, nel corso della storia, mostra come sia proceduto per prove ed errori, in un percorso complesso, da un lato dipendente dalla tradizione per quell'eredità di verità che consente di non ricominciare daccapo, dall'altro critico nei confronti della tradizione stessa per liberarsi dai condizionamenti e da teorie rivelatesi errate. E' il caso del "metodo deduttivo" con il quale Aristotele giunge a conclusioni per secoli ritenute inconfutabili, ma superate da Galileo che applica all'osservazione della realtà una rigorosa verifica sperimentale elaborando il metodo "induttivo-sperimentale" (così teorie filosofiche, come lo spiritualismo, l’idealismo e lo storicismo, sottoposte a prove e controlli, si rivelano inadeguate ad originare una "filosofia scientifica", quale il positivismo logico di Reichenbach). La scienza progredisce attraverso problemi ed errori: è compito dello scienziato cercare gli errori per superarli, migliorare e creare nuova conoscenza. 10 La rivoluzione relativistica e quantistica influisce sul dibattito epistemologico. Lo strumentalismo operazionale del fisico e metrologo Percy Williams Bridgman è una risposta, secondo la quale gli scienziati devono usare il linguaggio in modo che ogni termine concettuale sia strettamente collegato a procedure di misura diretta. Nonostante il pericolo di cadere nel convenzionalismo, l’operazionismo stimola l’attenzione per le definizioni chiare e pone l’accento sul problema aperto delle metodologie e procedure impiegate e su come cautelarsi dagli errori, sempre possibili. Tuttavia la conoscenza scientifica si struttura costruendo una sua teoria, in accordo con il matematico e filosofo Federigo Enriques, ed è un processo di adattamento all’ambiente, come già sosteneva Ernst Mach, in quanto le sensazioni semplici ed i complessi concetti fisici sono il risultato di un’unità tra elemento fisico e mentale. Tutto ciò è ripreso da Erwin Schrödinger, sostenitore dell’importanza della storia della Scienza per la comprensione profonda delle teorie scientifiche, secondo il quale da sempre la conoscenza del mondo ha a che fare con la conoscenza di sé stesso. A questo punto, è inevitabile un commento sui limiti dell’esistenza umana, a partire dalla citazione di un brano letterario classico. Un’accurata analisi delle soluzioni susseguitesi, nel corso dei secoli, per dare qualità alla ragione, considera i diversi fallimenti delle stesse, nonostante gli approcci differenti, e suggerisce una via differente. Rifacendosi allo strutturalismo francese, dell’antropologia strutturale, ed alle teorie della Scuola di Francoforte, in moto tra logica dialettica e romanticismo, si evidenzia il pericolo che il formarsi di una società basata sul consumo comporta sull’individuo e sul libero pensiero. In parallelo, si mostra che lo svilupparsi del pensiero scientifico al servizio della produzione industriale riduce ad un’illusione l’obiettivo che l’illuminismo aveva di far uscire l’umanità da una condizione minorile, insegnandole a pensare secondo un ordine scientifico unitario. Così è necessario adottare un atteggiamento critico di fronte a tutta la realtà, per potersi proteggere dal potere dell’autorità, ed occorre sottolineare la necessità di un comportamento responsabile ed aperto al dialogo, volto a creare reti ed intese per soluzioni parziali, tempi limitati e spazi ristretti. La conclusione è quasi inno all’arte, nelle sue molteplici forme espressive, che unita alle doti di clemenza, verso gli altri, e di temperanza, verso se stessi, sono le sole in grado di dare qualità alla ragione. Proposte ardite sono le parole adatte a caratterizzare meglio questo lavoro. Infatti l’umanità deve rinunciare alla guerra (guerra intesa come utilizzo di armi nucleari), se non vuole porre fine alla razza umana. Per farlo, paesi sviluppati e/o in via di sviluppo, ad Oriente così come in Occidente, devono rinunciare alle armi nucleari e dimenticare le loro controversie. Solo in questo modo si possono cambiare gli uomini e solo in questo modo si può preservare l’Umanità e la continuità della vita. Certamente nessuna Verità è assoluta e la Democrazia non è il migliore, ma il meno cattivo dei Regimi. Bontà, Generosità e Senso Civico sono requisiti, indispensabili e fondamentali, per una convivenza civile e globale. Un paese normale è un paese ordinato; per ottenerlo e sostenerlo bisogna studiare tanto e collaborare per una vera internazionalizzazione, con l’apertura della Conoscenza oltre i confini nazionali. Fulcro di questo cambiamento è la Scienza che, di per sé neutrale, non lo è nelle sue applicazioni, ma certamente aiuta nel cammino della Ragione e porta verso la Modernità, se ben usata. Un chiaro esempio positivo è offerto dall’area Geomatica di un Dottorato di Ricerca del Politecnico di Milano 1. 1 Il suddetto Dottorato di Ricerca, originariamente in Scienze Geodetiche e Topografiche e successivamente in Geodesia e Geomatica, è poi confluito in un Dottorato dipartimentale in Ingegneria dell’Ambiente e delle Infrastrutture, conservando tuttavia l’area Geomatica. 11 La scienza e la tecnica hanno assunto un ruolo centrale e spesso totalizzante all’epoca del tardo capitalismo. La Scuola di Francoforte e, in particolare, Jürgen Habermas affrontano il tema, ricollegandosi a filosofi che nel passato, a partire da Kant, abbiano analizzato le caratteristiche della scienza rispetto alla conoscenza e viceversa. Tutto ciò significa rivalutare l’apporto del materialismo storico. Pertanto due citazioni riprendono la Dialettica della natura, di Friedrich Engels, e l’Angelus Novus, di Walter Benjamin, e cercano di mostrare come il confronto, della scienza e della tecnica con la letteratura e l’arte, sia di lungo periodo e la cultura cresca maggiormente, quando non trova divisioni. Il tema controverso della non neutralità della scienza è analizzato a partire dal dibattito tra Paul Karl Feyerabend e Imre Lakatos. La società tecnologica usa, senza molti scrupoli, uomini e cose, e vorrebbe che la scienza fosse considerata neutra: allora è importante un dialogo tra le diverse discipline e tra la scienza, l’arte e la letteratura. La Geomatica è una disciplina che più di altre, forse proprio per la sua origine ed i suoi scopi, si trova a affrontare i problemi sopra citati ed inserire la Geomatica in un ambito culturale più ampio, fa sì che la tale disciplina non si inaridisca.

La Geomatica nell'incontro con le scienze umane / Bellone, Tamara; Mussio, L.. - STAMPA. - 313:(2014), pp. 1-254.

La Geomatica nell'incontro con le scienze umane

BELLONE, Tamara;
2014

Abstract

La presentazione di questi lavori richiama un filo conduttore che parte da un Kant geografo, per ritornare ad un Kant che prova a dare regole alle arti (dove arti sono i mestieri, un mestiere è quello del geomatico e la Geomatica è quell’insieme di discipline tecniche del rilevamento che hanno nobile origine dalla Geodesia). “Batti il tamburo e non avere paura " è un verso di una poesia del poeta romantico Heinrich Heine. Il suo verso invita ad essere coraggiosi ed impegnati, e fornisce l’occasione per un’escursione nel campo della filosofia della scienza e della matematica (prendendo in considerazione le figure di Kant, Husserl e Hilbert). Allo stesso modo, esso favorisce una riflessione sulla Geomatica che è un costrutto di discipline che possono beneficiare, oppure danneggiare il mondo e la società. Pertanto docenti, ricercatori, tecnici e studenti devono assicurare che questi mezzi siano usati per applicazioni pacifiche ed il progresso, invece che per la guerra ed il dominio. Allora Kant è studiato come geografo (storico ed analista politico ), con la sua scienza e la sua filosofia morale, rispettivamente nella prima critica e nella seconda (seppure solo in breve). Husserl (un filosofo con una formazione matematica) e Hilbert (un matematico attento ai problemi di logica) sono discussi per i loro contributi rispettivamente sulla crisi delle scienze europee e sui fondamenti della matematica. Infatti essi rappresentano un punto significativo della 9 rivisitazione del pensiero kantiano ed aprono la via a nuove riflessioni sulla filosofia analitica della conoscenza e sul convenzionalismo critico della matematica. Un rapido, ma avvincente excursus, nel mondo della matematica e dell’apporto matematico alle scienze, parte dal presupposto che la matematica risponde alle regole della sua grammatica e che la mente possiede una conoscenza innata degli universali linguistici che determinano la struttura del linguaggio. Esaminando il suo manifestarsi nella Storia dell’uomo, si scopre che la matematica è un linguaggio universale che ha viaggiato da Occidente a Oriente e viceversa. Si parte con i numeri e la corrispondenza tra nomi e cose, passando dal grande Galileo (la filosofia naturale è scritta nel libro … dell’universo … in lingua matematica), per giungere alla fine della corrispondenza deterministica tra numeri e realtà e la conseguente nascita della teoria della probabilità e di operatori approssimati, approdando alla costruzione degli enunciati di principio. La rilettura di questo percorso che, all’inizio del ‘900, tra molti altri, annovera Cassirer, Russell, Wittgenstein e Gödel, evidenzia come non sia possibile separare la scienza e la tecnica dalla storia e dalla politica ed occorra rigettare il falso mito del genio isolato, per ricercare un’intersoggettività, fatta da persone diverse, grandi e piccole, che insieme provano a costruire, mantenere e ricostruire pezzi della realtà quotidiana. La rifondazione della logica da parte di Frege, a partire dall’analisi dei fondamenti della matematica, prelude ad una ricostruzione razionale del linguaggio. Sulla base della critica linguistica del primo Wittgenstein nei confronti della metafisica, il circolo di Vienna avvia la ricerca della linea di demarcazione tra enunciati che abbiano un significato e quelli senza senso, anche nel campo della scienza. Su tali basi, si sviluppano il neopositivismo e la filosofia analitica che hanno, tra gli esponenti più significativi, Rudolf Carnap e Karl Raimund Popper. Secondo Carnap, la scienza è una “costruzione logica del mondo” e la filosofia deve analizzare il linguaggio scientifico, cioè le proposizioni scientifiche devono essere verificabili logicamente, cosicché tutte le proposizioni a carattere metafisico sono da rifiutare, perché sono inverificabili. Popper si spinge oltre, e critica la logica induttiva; infatti egli nota (come già Hume) che il dato empirico è individuale ed è difficile passare dal particolare al generale. Invece è effettivamente possibile affermare che qualcosa sia errato, con una falsificazione deduttiva. Del resto, il linguaggio rappresenta il dato relativamente al tipo di linguaggio stesso, proprio come in un gioco, e la verità risulta sempre precaria e provvisoria. La trasmissione del sapere è la condizione necessaria per lo sviluppo di nuove conoscenze, raggiungibili solo con impegno, coraggio, collaborazione ed unione di più volontà, supportate da ottimismo nella ricerca ed attivi processi di rinnovamento, anche a costo della ribellione. Il pensiero scientifico muove i primi passi nella Grecia antica e, nel corso della storia, mostra come sia proceduto per prove ed errori, in un percorso complesso, da un lato dipendente dalla tradizione per quell'eredità di verità che consente di non ricominciare daccapo, dall'altro critico nei confronti della tradizione stessa per liberarsi dai condizionamenti e da teorie rivelatesi errate. E' il caso del "metodo deduttivo" con il quale Aristotele giunge a conclusioni per secoli ritenute inconfutabili, ma superate da Galileo che applica all'osservazione della realtà una rigorosa verifica sperimentale elaborando il metodo "induttivo-sperimentale" (così teorie filosofiche, come lo spiritualismo, l’idealismo e lo storicismo, sottoposte a prove e controlli, si rivelano inadeguate ad originare una "filosofia scientifica", quale il positivismo logico di Reichenbach). La scienza progredisce attraverso problemi ed errori: è compito dello scienziato cercare gli errori per superarli, migliorare e creare nuova conoscenza. 10 La rivoluzione relativistica e quantistica influisce sul dibattito epistemologico. Lo strumentalismo operazionale del fisico e metrologo Percy Williams Bridgman è una risposta, secondo la quale gli scienziati devono usare il linguaggio in modo che ogni termine concettuale sia strettamente collegato a procedure di misura diretta. Nonostante il pericolo di cadere nel convenzionalismo, l’operazionismo stimola l’attenzione per le definizioni chiare e pone l’accento sul problema aperto delle metodologie e procedure impiegate e su come cautelarsi dagli errori, sempre possibili. Tuttavia la conoscenza scientifica si struttura costruendo una sua teoria, in accordo con il matematico e filosofo Federigo Enriques, ed è un processo di adattamento all’ambiente, come già sosteneva Ernst Mach, in quanto le sensazioni semplici ed i complessi concetti fisici sono il risultato di un’unità tra elemento fisico e mentale. Tutto ciò è ripreso da Erwin Schrödinger, sostenitore dell’importanza della storia della Scienza per la comprensione profonda delle teorie scientifiche, secondo il quale da sempre la conoscenza del mondo ha a che fare con la conoscenza di sé stesso. A questo punto, è inevitabile un commento sui limiti dell’esistenza umana, a partire dalla citazione di un brano letterario classico. Un’accurata analisi delle soluzioni susseguitesi, nel corso dei secoli, per dare qualità alla ragione, considera i diversi fallimenti delle stesse, nonostante gli approcci differenti, e suggerisce una via differente. Rifacendosi allo strutturalismo francese, dell’antropologia strutturale, ed alle teorie della Scuola di Francoforte, in moto tra logica dialettica e romanticismo, si evidenzia il pericolo che il formarsi di una società basata sul consumo comporta sull’individuo e sul libero pensiero. In parallelo, si mostra che lo svilupparsi del pensiero scientifico al servizio della produzione industriale riduce ad un’illusione l’obiettivo che l’illuminismo aveva di far uscire l’umanità da una condizione minorile, insegnandole a pensare secondo un ordine scientifico unitario. Così è necessario adottare un atteggiamento critico di fronte a tutta la realtà, per potersi proteggere dal potere dell’autorità, ed occorre sottolineare la necessità di un comportamento responsabile ed aperto al dialogo, volto a creare reti ed intese per soluzioni parziali, tempi limitati e spazi ristretti. La conclusione è quasi inno all’arte, nelle sue molteplici forme espressive, che unita alle doti di clemenza, verso gli altri, e di temperanza, verso se stessi, sono le sole in grado di dare qualità alla ragione. Proposte ardite sono le parole adatte a caratterizzare meglio questo lavoro. Infatti l’umanità deve rinunciare alla guerra (guerra intesa come utilizzo di armi nucleari), se non vuole porre fine alla razza umana. Per farlo, paesi sviluppati e/o in via di sviluppo, ad Oriente così come in Occidente, devono rinunciare alle armi nucleari e dimenticare le loro controversie. Solo in questo modo si possono cambiare gli uomini e solo in questo modo si può preservare l’Umanità e la continuità della vita. Certamente nessuna Verità è assoluta e la Democrazia non è il migliore, ma il meno cattivo dei Regimi. Bontà, Generosità e Senso Civico sono requisiti, indispensabili e fondamentali, per una convivenza civile e globale. Un paese normale è un paese ordinato; per ottenerlo e sostenerlo bisogna studiare tanto e collaborare per una vera internazionalizzazione, con l’apertura della Conoscenza oltre i confini nazionali. Fulcro di questo cambiamento è la Scienza che, di per sé neutrale, non lo è nelle sue applicazioni, ma certamente aiuta nel cammino della Ragione e porta verso la Modernità, se ben usata. Un chiaro esempio positivo è offerto dall’area Geomatica di un Dottorato di Ricerca del Politecnico di Milano 1. 1 Il suddetto Dottorato di Ricerca, originariamente in Scienze Geodetiche e Topografiche e successivamente in Geodesia e Geomatica, è poi confluito in un Dottorato dipartimentale in Ingegneria dell’Ambiente e delle Infrastrutture, conservando tuttavia l’area Geomatica. 11 La scienza e la tecnica hanno assunto un ruolo centrale e spesso totalizzante all’epoca del tardo capitalismo. La Scuola di Francoforte e, in particolare, Jürgen Habermas affrontano il tema, ricollegandosi a filosofi che nel passato, a partire da Kant, abbiano analizzato le caratteristiche della scienza rispetto alla conoscenza e viceversa. Tutto ciò significa rivalutare l’apporto del materialismo storico. Pertanto due citazioni riprendono la Dialettica della natura, di Friedrich Engels, e l’Angelus Novus, di Walter Benjamin, e cercano di mostrare come il confronto, della scienza e della tecnica con la letteratura e l’arte, sia di lungo periodo e la cultura cresca maggiormente, quando non trova divisioni. Il tema controverso della non neutralità della scienza è analizzato a partire dal dibattito tra Paul Karl Feyerabend e Imre Lakatos. La società tecnologica usa, senza molti scrupoli, uomini e cose, e vorrebbe che la scienza fosse considerata neutra: allora è importante un dialogo tra le diverse discipline e tra la scienza, l’arte e la letteratura. La Geomatica è una disciplina che più di altre, forse proprio per la sua origine ed i suoi scopi, si trova a affrontare i problemi sopra citati ed inserire la Geomatica in un ambito culturale più ampio, fa sì che la tale disciplina non si inaridisca.
2014
9783038370017
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